1. “La morte non è niente. Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.”
    “Le Sue Ultime Volontà” - Henry Scott Holland (1847-1917) canonico della cattedrale di St. Paul (Londra)
  2. “Insomma, io ero quello che scriveva su di un blog, che lanciava brevi messaggi via twitter, che condivideva link e contenuti, che si relazionava con persone affini per interesse anche se quelle persone mai le aveva conosciute di persona. Il problema all’epoca non sorgeva tanto nello spiegare cosa facevo, ma più che altro su cosa lo facevo, sui mezzi (media) che utlizzavo, e soprattutto, cosa ancora più enigmatica per molti di loro: perché lo facevo? Cosa mi spingeva a investire tempo che avrei potuto dedicare ad altro e ad altri “reali”? Cosa me ne veniva indietro, non certo denaro? E allora? Allora la spiegazione che mi veniva più spontanea era quella di una sorta di baratto: io voglio dare qualcosa, e ricevo qualcosa alla pari e al contempo mi relaziono con persone affini. Ci guadagnavo un’espansione dei miei punti di vista e della mia conoscenza.”
  3. by nhaima

    by nhaima

    sake japan

  4. A volte l’italianitá riesce a rovinare anche le cose piú belle

  5. Amatevi

    Chiancinu l’occhi mei
    p’un s’asciucari
    amuri cca t’haju lassari
    m’accumpagnu p’a via
    chi me suspiri
    u cielu supra a mia
    m’aiuta a chianciri.

    Luci cu suli – ca luna
    a notti s’appoja – jornu chi fuji
    disiu ri paci – scantu ri guerra
    ciatu – paroli
    l’acqua s’asciuca – u siccu si vagna
    disiu ri paci – scantu ri guerra.

  6. Il Cammello e il Dromedario

    In un deserto un giorno s’incontrarono,
    senza volerlo per caso si guardarono,
    un dromedario ricco, ed un cammello povero.
    Si salutarono, si oltrepassarono,
    poi si fermarono, ci ripensarono,
    e ritornarono, si riguardarono, e il dromedario disse così:

    Bè, perchè, tu ci hai due gobbe ed io ne ho solo una perchè?
    Mi guardi imbambolato dalla duna perchè,
    continui a masticare e non rispondi, dammena una,
    se me la vendi una fortuna ti darò!

    Ed il cammello essendo bisognevole,
    per un momento si dimostrò arrendevole,
    poi si guardò le gobbe, con occhio lacrimevole.
    E allor ci ripensò, e se le riguardò,
    la testa dondolò, e poi la sollevò, lo sguardo corrucciò,
    e il petto si gonfiò, e al dromedario disse così:

    Sai che c’è, io resto con due gobbe e tu con una perchè,
    non me ne importa della tua fortuna perchè,
    son povero ma bello e nerboruto,
    e dalla duna io ti saluto e con due gobbe me ne vò!

    La, la, la… Così si riconferma che il cammello è bigobbuto,
    e il dromedario monogobba resterà!

  7. “e il mio maestro mi insegno’ come e’ difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire”
  8. Welcome back gw+VPN+irssi+screen :D

    Welcome back gw+VPN+irssi+screen :D

  9. “Ma io sono felicissimo che la mia ragazza mi dica «amore ho aggiornato Firebug»!”
    vjt che risponde a nhaima