“Insomma, io ero quello che scriveva su di un blog, che lanciava brevi messaggi via twitter, che condivideva link e contenuti, che si relazionava con persone affini per interesse anche se quelle persone mai le aveva conosciute di persona. Il problema all’epoca non sorgeva tanto nello spiegare cosa facevo, ma più che altro su cosa lo facevo, sui mezzi (media) che utlizzavo, e soprattutto, cosa ancora più enigmatica per molti di loro: perché lo facevo? Cosa mi spingeva a investire tempo che avrei potuto dedicare ad altro e ad altri “reali”? Cosa me ne veniva indietro, non certo denaro? E allora? Allora la spiegazione che mi veniva più spontanea era quella di una sorta di baratto: io voglio dare qualcosa, e ricevo qualcosa alla pari e al contempo mi relaziono con persone affini. Ci guadagnavo un’espansione dei miei punti di vista e della mia conoscenza.”